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Goddakk
- n°2
MP3 Album 2011 | Silber 098 6 tracks, 35 minutes $5 (320 kbps, ~66 megs) :
Listen to the track A Snowy Walk Home
track listing:
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Reviews: Martin Newman’s Goddak project picks up where his last album left off, with N◦2 providing more ambient post-industrial soundscapes to lose yourself in. ‘A Snowy Walk Home’s canny use of its title helps bring out the air of ominous foreboding inherent in the looped guitar and distortion and sets expectations high from the offset of the audible journey to follow -‘Apples and Lilies’ is subsequent in a similarly mesmerising composition. Meditative and sombre, ‘An Hour of God’ echoes with desolation and emotion equally throughout its thirteen minute duration while ‘Sneguckka’ comes in much shorter but still with all the sober minutiae of its longer neighbour. A far cry from Newman’s more musical project Plumerai (Check them out!), N◦2 seethes with experimental ideation of a darker and more serious nature and for this concept alone deserves the global adoration of gloomy souls like myself. ~ Michael Byrne, Left Hip Disponibile in download sul sito della Silber Records, etichetta specializzata in drone e dark ambient ormai da più di un decennio, "N° 2" - come poco fantasiosamente indica il titolo - è il secondo lavoro di Goddak. Dietro questo progetto si cela l'artista statunitense Martin Newman, che descrive la sua musica come"industrial shoegaze". Interessante definizione per un originale connubio di distorsioni abrasive e suoni romantici e stralunati, sbiaditi come una vecchia cartolina: un contrasto che non manca di catturare l'orecchio, trasportandolo in atmosfere acquatiche e ovattate quando prevale la tendenza onirica - come in "An Hour Of God" - oppure torturandolo con droniche digressioni al vetriolo dove prevale l'istinto noise - si veda l'iniziale e distruttiva "A Snowy Walk Home". Ma forse è proprio quando il folle musicista riesce a raggiungere un sorprendente equilibrio (cosa che accade ad esempio in "Apples And Lilies", in cui s'incontrano sprazzi orientaleggianti e confusi che ricordano lontanamente "Tomorrow Never Knows" dei Beatles e riff noise e decisamente industriali) che il fruitore riesce davvero a intravedere l'afflato cinematografico, sognante e avvincente del lavoro di Goddak. La parola "Goddak" in svedese significa "buongiorno", ma ascoltando la rumorosità inquietante di "Sneguchka" e "The Road North" l'aria si fa soffocante e tetra, in netto contrasto con la positività con cui Newman, forse sarcasticamente, ha deciso di denominare il suo progetto. Chiude l'album la brevissima "In The Open", che distende i nervi con sonorità spaziali e trame assopite ed eteree, ancora una volta inframezzate da un incedere noise che si fa quasi epico: un connubio ben calibrato e seducente dalle romantiche e subacquee venature trip-hop che non mancherà di incantare gli estimatori di queste atmosfere. ~ Alone Music |